Introduzione

Riciclare:
un dovere, un impegno


Nuove prospettive

L'innovazione Piber

Cambiamento culturale

Gestione ambientale

Pallet eco-sostenibili

Energia rinnovabile


Politica per l'ambiente
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Riciclare: un dovere, un impegno
Il Gruppo Piber si è fatto promotore di alcune attività rivolte ad una consapevole gestione degli imballi al termine del loro ciclo di vita.
Dopo un'iniziativa pilota al fianco di Montell nel recupero degli imballi post-consumo, da alcuni anni Piber gestisce in autonomia il progetto Piberecycling, che assicura il recupero di imballi post-consumo, soprattutto nel settore della Ristorazione Collettiva, con un particolare riguardo all'educazione al riciclaggio dei ragazzi della scuola dell'obbligo, coinvolti in prima persona nell'iniziativa.
Piber è inoltre socio fondatore dei Consorzi CONAI e COREPLA che si occupano della gestione dei rifiuti da imballaggio.
Da qualche anno il Gruppo Piber ha sviluppato una risposta positiva al problema dell'impatto ambientale degli imballaggi in plastica. Si è infatti concretizzato il progetto che prevede la raccolta differenziata di piatti e stoviglie monouso utilizzati dalle comunità. Questo impianto industriale, interessa oggi 500 mense per 10 milioni di pasti all'anno e consente il riciclaggio di circa 600.000 kg./anno di materia plastica volta, in passato, ad incrementare il flusso di rifiuti municipali destinati alla discarica. Questa attività di riduzione di impatto ambientale ha valso alla Piberplast il premio "Impresa Eco Efficiente 2000" della Regione Lombardia e dell'Istituto per l'Ambiente, conferito nel corso della Mostra Meeting Ambiente 21 di Milano.

Premessa
Il momento conviviale rappresenta da sempre un aspetto fondamentale della qualità di vita dell'essere umano. Nella società post-industriale dei Paesi avanzati il consumo dei pasti coinvolge aspetti emotivi degli individui che travalicano la naturale necessità di nutrimento, per ampliarsi alla sfera delle relazioni interpersonali, della ricreazione e della ricerca di un migliore equilibrio psicofisico. Tali bisogni potrebbero sembrare incompatibili con le modalità di consumo dei pasti (specialmente quello del mezzogiorno) propri della società moderna, che si basa su strutture di studio, lavoro, assistenza e tempo libero di massa. Mettere "a tavola" un grande numero di studenti, operai, impiegati o degenti contemporaneamente, in strutture di grandi dimensioni, implica necessariamente utilizzare modelli rigidamente organizzati di somministrazione e fruizione dei pasti, che spesso finiscono per lasciare inappagati i bisogni collaterali (ma primari come importanza) degli utenti. I vari componenti del servizio di ristorazione devono allora essere pensati in funzione delle nuove esigenze: cibi dieteticamente equilibrati e presentati in modo accattivante; locali curati, spazi frazionati, che favoriscano una dimensione più vicina a quella familiare, più luminosi e con più "verde"; gli arredi studiati per favorire il rapporto fra gli utenti; le stoviglie più ergonomiche, pratiche e belle.

Nelle mense stoviglie monouso
Nel disegnare un modello di ristorazione collettiva occorre integrare gli obiettivi esaminati in precedenza, con alcuni imprescindibili limiti di natura igienica, organizzativa ed economica. Limitando l'analisi all'aspetto delle stoviglie e delle posate, molte comunità hanno constatato come l'impiego di manufatti monouso in materia plastica garantisca migliori risultati in termini di igiene, praticità, flessibilità e sicurezza del servizio di ristorazione, a costi competitivi, nei confronti delle stoviglie tradizionali. Il mercato italiano degli articoli monouso in materia plastica è quindi cresciuto con rapidità impressionante, arrivando alla fine degli anni '90 a circa 300 Mld. di Lire e 100.000 tonnellate di materiali trasformati. La maggior parte delle stoviglie monouso sono prodotte mediante termoformatura del polistirolo, poiché questa tecnologia assicurava sino ad oggi costi di produzione più contenuti rispetto allo stampaggio ad iniezione, a discapito però delle caratteristiche funzionale ed estetiche dei manufatti, solitamente molto limitate. Per questo motivo esistono ancora dei limiti psicologici ad utilizzare stoviglie in materia plastica nei centri di ristorazione collettiva, tale scelta potendo essere interpretata come sinonimo di qualità globale del servizio medio-bassa
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PREMIO IMPRESA ECO EFFICIENTE 2000